Era meglio non agitarsi

Dieci giorni fa, con spirito di paradosso ma fino a un certo punto, scrivevamo che dentro alla tempesta finanziaria, e con una dolorosa manovra economica ancora in fase di perigliosa traversata, per il governo sarebbe stato meglio “stare fermi”. Scrivevamo che quando può, o quando deve, Berlusconi è bravissimo ad applicare in silenzio “la strategia del morto a galla: asseconda il flusso delle onde e scompare all’orizzonte”. Fosse pure nella paradossale attesa dell’“autoguarigione italiana dalle febbri speculative”.
4 AGO 20
Immagine di Era meglio non agitarsi
Allora, suggerivamo, meglio attestarsi, più saggio lasciar fare la faccia cattiva a Tremonti. Invece, varata in quattro e quattr’otto la manovra, è iniziata l’ipercinesi, “l’agitarsi compulsivo del frondismo” e s’è gonfiata “una superfetazione delle proposte salvifiche” tale da generare, più che altro, molta confusione. Tra frondisti, sindacalisti, lobbisti forti e deboli, il morto a galla s’è fatto sbatachiare dai marosi. E poi il Cav. non ci dormiva la notte, per quelle mani che gli facevano mettere nelle tasche degli italiani. Così è cominciato il martellamento, più politico che giudiziosamente economico, del castelletto di Tremonti.
Ora, il compito di una manovra votata all’anticipo del pareggio del bilancio dovrebbe essere di tagliare le spese e, per la differenza, aumentare le entrate, meglio se con provvedimenti permanenti come l’aumento dell’Iva, ancora meglio se con una necessaria riforma delle pensioni. Fare quel che si poteva, e poi stare fermi. E invece: via le province e niente province, metti l’Iva e togli l’Iva, la supertassa e via la supertassa. Infine il riscatto delle pensioni, e adesso via anche il riscatto delle pensioni. Un moto perpetuo, che era impossibile non generasse una certa perplessità nei mercati finanziari, dando la sensazione di una manovra ancora in alto mare. Il tutto poi per sentirsi dire, neanche ventiquattr’ore dopo le sette ore passate ad Arcore, da Bankitalia e dall’Europa finanziaria, che non è proprio tutto a posto. E oltre ai mercati, si è riusciti a scatenare anche un’opposizione anomala di interessi e classi diverse, con la Cgil a difendere le pensioni di medici, burocrati e dirigenti bancari. La botta a Tremonti e al suo castelletto è stata data. Ma forse era meglio decidere, e andare avanti. Senza agitarsi.